Lavorate in banca? Beh, in tal caso potete stare certi che i soldi non vi mancheranno. Magari non diventerete mai dei “paperoni”, ma senza dubbio le vostre buste paga risulteranno più pesante di quella degli altri lavoratori dipendenti italiani. E la differenza non è in alcun modo trascurabile perché il delta tra le mediane delle retribuzioni (a tempo pieno) si aggira sui 400 € (1.800 € vs 1.430 €).

Oltre al comparto “credito, assicurazioni, esattorie”, sul podio dei settori meglio retribuiti salgono anche i trasporti e la pubblica amministrazione, anche se la distanza non è affatto poca: le rispettive buste paga mediane si “fermano” a 1.540 e 1.534 €.

A chiuderei poi la classifica dei settori meglio retribuiti ecco l’industria con il comparto del tessile, energia, chimica e dei metalmeccanici.

Le buste paga dei lavoratori italiani: passiamo alle note dolenti…

Se si cambia registro e si passa all’analisi delle buste paga in zona rossa, si delinea un primo gruppo di settore economici le cui retribuzioni sono di poco inferiori al dato mediano complessivo. Parliamo, nello specifico, della scuola, del comparto dell’edilizia e legno, dei poteri locali – in questa categoria rientrano gli operatori sanitari pubblici e privati e i lavoratori degli Enti locali –  e delle poste.

I dati riguardanti questi ultimi settori non sono certo incoraggianti, ma c’è chi se la passa ancora peggio. Di chi stiamo parlando? Dei settori che chiudono la classifica: l’agroalimentare si ferma a 1.307 €, la comunicazione scende a 1.283 € e il turismo, commercio, servizi chiude con soli 1.246 €, quasi 200 € in meno del dato mediano nazionale. Una differenza assolutamente non trascurabile.

I primi saranno gli ultimi? Forse, ma il gap preoccupa.

Ancora meno trascurabile è la differenza tra i primi della classe e i fanalini di coda della nostra classifica: tra i lavoratori dipendenti del settore credito, esattorie e assicurazioni e quelli del turismo, commercio e servizi “ballano”, infatti, circa 550 €. A onor del vero ci riferiamo spesso a lavoratori con inquadramenti differenti (nel primo caso in prevalenza impiegati, mentre nel secondo ci sono molti più lavoratori con basse qualifiche) e con caratteristiche diverse(ci riferiamo in primo luogo al titolo di studio e, purtroppo, anche al genere visto che nel nostro paese le donne continuano a guadagnare molto meno degli uomini), ma è impossibile non notare una differenza testa/coda a dir poco rilevante.Senza tralasciare il fatto chenel nostro Paese la forza lavoro impiegata nel settore turismo, commercio, servizi non è numericamente trascurabile.

Ma su questi ultimi aspetti e su tutti i fattori che influiscono sulle buste paga degli italiani ritorneremo meglio negli articoli seguenti. Quindi continuate a seguirci!

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