Donne, lasciate ogni speranza o voi che entrate (nel mercato del lavoro)! Forse siamo un po’ troppo drammatici, ma se fate parte del gentil sesso e andate a spulciare bene i risultati della nostra indagine, non potrete che rimanere scoraggiate. Perché? La risposta è semplicissima: perché le donne guadagnano meno degli uomini in qualsiasi contesto.

Guadagnano meno al nord, al centro e al sud. Percepiscono stipendi inferiori rispetto ai loro colleghi uomini sia che prestino servizio nel settore pubblico, che in quello privato. Finita qui? Macché! Le donne guadagnano meno degli uomini da giovani, durante l’età adulta e a pochi passi dalla pensione. E hanno una busta paga più leggera indipendentemente dal titolo di studio conseguito. Solo in caso di rapporto lavorativo a tempo determinato guadagnano qualcosina in più degli uomini, di sicuro non una bella consolazione.

Insomma, che il Gender Pay Gap – argomento particolarmente dibattuto in questo periodo a tutte le latitudini e longitudini – rappresenti un problema ancora lontano dalla sua soluzione lo sapevamo già. E la nostra indagine non fa che confermarlo. Purtroppo. Ma dopo aver dato un’occhiata ai risultati della ricerca, forse non darete tanto per improbabile la previsione del report 2020 del World Economic Forum: ci vorranno ancora 100 anni per raggiungere la totale parità di genere. Un secolo. Tanta roba.

None of us will see gender parity in our lifetimes, and nor likely will many of our children. That’s the sobering finding of the Global Gender Gap Report 2020, which reveals that gender parity will not be attained for 99.5 years. World Economic Form

Differenziale salariale di genere

Ma torniamo alla nostra indagine e andiamo a vedere in dettaglio le evidenze del Gender Pay Gap grazie alle nostre due dataviz interattive.

SALARIO E INQUADRAMENTO CONTRATTUALE

Partiamo innanzitutto dai differenziali più elevati che sono legati ai livelli di inquadramento contrattuale dei lavoratori. Per il livello più “basso”, la retribuzione mediana netta di una donna si ferma a 1.200 € contro i 1.418 € di un uomo: il differenziale salariale di genere ammonta, dunque, a 218 €, pari al 18% della retribuzione femminile, una quota assolutamente rilevante. Il delta retributivo si riduce con il passaggio all’inquadramento “medio” (75€) e risale nettamente in termini assoluti per l’inquadramento “alto” (229€), facendo segnare un +12% calcolato sempre rispetto alla retribuzione femminile.

L’IMPATTO DELL’ETA’ SUL DIFFERENZIALE RETRIBUTIVO DI GENERE

Una parziale buona notizia è legata all’età: il differenziale salariale di genere si assottiglia, infatti, con l’avanzare degli anni. Nella classe d’età più giovane (gli under 34), le ragazze hanno una retribuzione mediana netta pari 1.231 €, inferiore di 119 € rispetto a quella dei ragazzi, che arriva invece a 1.350 €. Nella fascia successiva, quella dell’età adulta (35-54 anni), il differenziale salariale di genere scende a 68 € e si riduce ulteriormente a 61 € nell’ultima classe, ossia quella dei lavoratori più vicini alla pensione.

IL TITOLO DI STUDIO NON FA UNA GRANDE DIFFERENZA

Avete lo stesso titolo di studio di un uomo? Niente da fare, guadagnerete meno. Nettamente meno. E la cosa che forse stupisce di più è che questo marcato differenziale caratterizza un po’ tutti i livelli d’istruzione.

Una donna con licenza media percepisce una retribuzione mediana netta di 1.300 €. Invece un uomo con lo stesso titolo di studio ne porta a casa 1.425 (+125 €).

Cambia il titolo di studio, non cambia il risultato. Anzi, se possibile, peggiora. Un uomo con il diploma superiore o la qualifica professionale ha una busta paga netta di 1.483 €, viceversa una donna si ferma a 1.320 €, ossia 163 € in meno.

Passiamo infine ai lavoratori che hanno almeno una laurea. La busta paga netta di un uomo arriva a 1.650 €, mentre quella di una donna si arresta a 1.500 €. Si registra, pertanto, un differenziale di 150 €.

E A LIVELLO TERRITORIALE?

Il confronto tra Nord, Centro e Sud evidenzia delle sensibili differenze territoriali. Le donne residenti nel Nord Italia guadagnano di più di quelle che vivono nel Centro e nel Sud del Paese (circa 100 € in più) e la loro busta paga netta (1.400 €) è più “vicina” a quella di un uomo (1.490 €). Se al Nord il gender pay gap si attesta a 90 €, cresce a 148 € al Sud e arriva a 158 € al Centro.

PUBBLICO CONTRO PRIVATO

Le donne guadagnano meno degli uomini anche nel settore pubblico. Forse ci saremmo aspettati –  o forse solo augurati – di vedere azzerato questo delta almeno all’interno del pubblico impiego, ma purtroppo non è così perché ballano pur sempre 102 € tra la retribuzione di un uomo e quella di una donna. Ancor più preoccupante la situazione del settore privato dove il differenziale sale a 144 €.

L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA

L’unico differenziale salariale a favore delle donne si registra per i contratti di lavoro a tempo determinato, ma è di entità trascurabile (20 €) e poco significativo a fini statistici. Una magra consolazione.

In conclusione, nonostante questa lunga carrellata di dati incontrovertibili, ci auguriamo che la previsione del World Economic Forum si riveli errata. Fortemente errata. E’ però indubbio che la luce in fondo al tunnel, per quanto riguarda la parità di genere, sia ancora lontana. Magari non serviranno 100 anni, ma la strada da percorrere è ancora molto (molto molto) lunga.

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